Una “speciale” epistola all’apostolo Paolo

Noi tutti riceviamo corrispondenza. Gran parte di questa ci è di incoraggiamento, altra invece ci critica per quel che scriviamo. Non perdiamo certo il sonno per quest'ultima, anzi più spesso che no ci induce a emulare i Bereani, spingendoci ad assicurarci di essere fedeli alle Scritture in quello che presentiamo. Ciò nondimeno, alcune lettere ci travisano. Nel tentare di giustificare molti degli alquanto discutibili e a volte bizzarri insegnamenti, pratiche e movimenti spirituali del Cristianesimo contemporaneo, gli scrittori sembrano essere completamente ignoranti di ciò che le Sacre Scritture dicono piuttosto chiaramente su tali argomenti.

Dato che molto di quello che osserviamo succedere nella chiesa e nel mondo oggi ha fondamentalmente la stessa causa di quello che Paolo sperimentava, ci siamo allora domandati di possibili lettere critiche che egli potrebbe aver ricevuto in replica alle sue epistole. Ancor più interessante è chiedersi che avrebbe fatto Paolo se avesse avuto risposte specificamente collegate a quanto sta succedendo oggi nella chiesa professante.

Tenendo conto di questo, offriamo quindi la seguente quasi-ipotetica corrispondenza:

Dal Concilio Ecumenico di Corinto a Paolo, un Apostolo della setta Cristiana.

La salutiamo nel nome del suo dio Gesù.

Noi rappresentiamo i suoi colleghi, come lei sacerdoti e ministri dei molti dèi i cui templi e santuari benedicono questa nostra grande e culturalmente diversa città. Il nostro concilio ha rappresentanti dei discepoli di Ermète, Poseidone, Atena, Eracle, Apollo e la grande dea Afrodite, ai cui altari io servo.

La ragione principale per contattarla è di farle sapere che lei è stato selezionato come finalista per il “Premio del Tempio” [in inglese, “Temple Prize”, parodia del più famoso “Templeton Prize for Progress in Religion”, vinto anche da celebrità evangeliche come Billy Graham, Charles Colson, Bill Bright (quello delle “4 leggi spirituali”) e recentemente (2017) Alvin Plantinga (noto agli addetti ai lavori per la sua Epistemologia Riformata)], una somma di denaro pari al suo peso in oro e presentato annualmente all'individuo che si è contraddistinto per il suo eccezionale contributo per il progresso della religione. Quella somma rappresenta il nostro apprezzamento per i suoi risultati raggiunti. Infatti, siamo rimasti davvero meravigliati da quanto velocemente sia cresciuta la vostra setta e siamo sicuri che, dovesse vincere questo cospicuo premio, lei metterà la somma a profitto per la gloria del suo dio, proprio come hanno fatto i precedenti vincitori, che hanno fedelmente servito le loro deità con il loro compenso.

Tuttavia, nel processo di restrizione della selezione, sono giunti alla nostra attenzione alcuni scritti preoccupanti che si dice portino la sua firma. Queste epistole sembrano opporsi a tutto quello a cui è votato questo concilio e il Premio del Tempio. L'autore di questi scritti fa riferimento alle nostre divinità come “idoli muti” e “demoni”, e spende molte parole ad avvertire la vostra setta a non avere alcuna “comunione con i demoni”, pretendendo che ci sia un solo dio e non ci può essere alcun accordo tra lui e gli idoli dei nostri templi. Questo è davvero angosciante per la grande causa dell'unità religiosa, tuttavia ci aspettiamo fiduciosamente cose migliori da lei quando sollecitamente risolverà questo dilemma in nostra presenza.

Gradirà certamente sapere che il Premio sarà presentato dal Grande Asiarca del Tempio di Afrodite Urania, Regina dei Cieli, con la cerimonia che avrà luogo nel santuario interno della nostra grande dea. Seguirà nel Cortile dell'Unità delle Religioni un ricevimento per sacerdoti e adoratori di ogni fede.

T.A. McMahon, Da “Letters to Apostle Paul”, The Berean Call, 1 Marzo 1998.