arniaperfetta
Arnia perfetta è un’azienda specializzata nella produzione e nella vendita, in Italia e nel mondo, di attrezzature per l’apicoltura di qualità.
Il rapporto diretto con il cliente, la vasta gamma di prodotti a catalogo, i prezzi competitivi, la velocità di consegna e l’elevata qualità dei prodotti rendono la nostra azienda un punto di riferimento per tutti gli arnia api .
Con professionalità ed esperienza aziendale realizziamo prodotti per l’apicoltura di qualità selezionando le materie prime, valorizzando la produzione e la durata nel tempo dei nostri prodotti.
La passione per l’apicoltura e l’esperienza nel settore ci permette di fornire un ottimo supporto al cliente assistendolo e garantendogli una vasta gamma di articoli per far fronte a qualsiasi richiesta.
Tetto dell'arnia
E' una struttura in legno ricoperta da una lamiera zincata per proteggere l’arnia dagli agenti atmosferici.
Coprifavo
É una scatola aperta in legno, posizionata sotto il tetto con un foro centrale, regolato dal disco a 4 posizioni utilizzato per l'alimentazione liquida(sciroppo) o solida(candito) delle api.
Melario e Telaini da melario
Il melario è una scatola aperta in legno, posta sopra al nido dell'arnia e separato da esso con l'escludi regina. Presenta scanalature su due lati interni permettendo l’appoggio dei telaini (favi) da melario, costruiti con 4 listelli di legno di cui uno più lungo per consentire l'appoggio nelle scanalature del melario. L'altezza del melario con i telaini è di 17 cm.
Nido e Telaini da nido
Il nido è il cuore dell'arnia ed è costituito da 4 pannelli in legno alti circa 34 cm con scanalature all'interno per permettere l'inserimento deli telaini (favi) da nido, costruiti come i telaini da melario con 4 listelli di legno di cui uno più lungo per consentire l'appoggio nelle scanalature del melario. L'altezza del nido con i telaini è di 33,8 cm.
Fondo dell'arnia
Possiamo definirla la base d'appoggio dell'arnia, è costituita da una ruobusta struttura in legno su cui viene inserita una rete in metallo detta fondo antivarroa ed una lastra in lamiera metallica estraibile, per permettere il controllo delle api ed il conteggio della varroa depositata sul fondo.
Vuoi fare l’apicoltore perché hai deciso di salvare le api e, quindi, l’umanità? Oppure il tuo interesse è solo guadagnare il più possibile dalla vendita del miele e sfruttare le api all’inverosimile?
Forse ti stupirà sapere che per portare a termine due modelli di apicoltura così distanti l’arnia non è poi così fondamentale. Si lo so sul web hai letto che adottando quel particolare tipo di arnia le api vivono meglio e l’intervento dell’apicoltore è superfluo oppure che utilizzandone un altro il successo economico è scontato.
Pur essendoci qualcosina di vero in ognuna di queste affermazioni nel complesso è una delle peggiori fake news che circola in apicoltura perché ha dei risvolti drammatici per gli apicoltori alle prime armi che invece dovrebbero disporre di notizie affidabili su cui fondare la propria azienda. Forse non sai ancora quanto è importante partire con il piede giusto nello scegliere per la prima volta l’arnia. È una scelta che condizionerà nel bene e nel male le tue scelte future, soprattutto se vorrai fare dell’apicoltura il tuo mestiere. Lo dico perché a me è capitato di iniziare con delle arnie autocostruite e quando ho cominciato ad ingrandire l’azienda alla fine, a malincuore, le ho dovute buttare via. Avere arnie fuori standard fa perdere un mucchio di tempo. Ma avremo modo di riparlarne.
Per tornare al discorso con cui ero partito, la fake news dell’arnia salva api, non mi stupisco affatto che notizie del genere possano avere successo. Per anni sono frullate anche per la mia testa. Certo sarebbe molto meglio che, prima di diffondere annunci, colui al quale certe idee vengono in mente, le mettesse alla prova dei fatti in campo. Ma si sa, l’uomo si fida troppo spesso dei passaggi logici del suo ragionare per immaginare che potrebbero esserci delle falle. La cosa peggiore è che il più delle volte si affeziona alle proprie congetture costruendoci su dei castelli di carta. Neppure il loro fatale crollo lo fermano dall’andare avanti coprendosi di ridicolo. Diciamo che ce n’è grossomodo una l’anno. A parte la superbia di cui alcuni apicoltori sono pieni, il problema principale è che le api, essendo insetti, non si comportano come noi e qualsiasi pensiero noi possiamo avere sul loro modo di fare, rischia di essere sbagliato. Insomma se si antropizza un normale animale da reddito – non so, ad esempio una mucca – si sbaglia sicuramente meno che se la stessa cosa la si fa con un insetto…