Credito imposta beni strumentali

Anche per l’anno 2023 viene riconosciuto alle imprese residenti sul territorio italiano, indipendentemente dalle loro dimensioni, un credito d’imposta per investimenti in beni strumentali.

Le uniche eccezioni sono le imprese in stato di liquidazione volontaria, fallimento, liquidazione coatta amministrativa, concordato preventivo senza continuità aziendale o altre procedure concorsuali e le imprese destinatarie di sanzioni interdittive.

Il credito può inoltre essere fruito alla condizione di rispettare le normative sulla sicurezza nei luoghi di lavoro e al corretto adempimento degli obblighi di versamento dei contributi previdenziali ed assistenziali a favore dei lavoratori.

Dal 2023 e fino al 2025 per gli investimenti tecnologicamente avanzati (ovvero 4.0) riguardanti beni strumentali materiali (allegato A Legge n. 232 del 11 dicembre 2016) è possibile recuperare il 20 per cento del costo per la quota di investimenti fino a 2,5 milioni di euro; 10 per cento del costo per la quota di investimenti oltre i 2,5 milioni di euro e fino al limite di costi complessivamente ammissibili pari a 10 milioni di euro; 5 per cento del costo per la quota di investimenti tra i 10 milioni di euro e fino al limite di costi complessivamente ammissibili pari a 20 milioni di euro; 5 per cento del costo per la quota di investimenti superiore a 10 milioni di euro fino al limite massimo di costi complessivamente ammissibili pari a 50 milioni di euro degli investimenti inclusi nel PNRR.

Il credito d’imposta è riconosciuto per gli investimenti effettuati fino al 30 giugno 2026 a condizione che entro la data del 31 dicembre 2025 l’ordine sia stato accettato dal fornitore e sia avvenuto il pagamento di un acconto pari almeno al 20 per cento.

Per i beni strumentali immateriali tecnologicamente avanzati e funzionali ai processi di trasformazione 4.0 (allegato B Legge n. 232 del 11 dicembre 2016 ed integrazioni della Legge n. 205 del 27 dicembre 2017) il credito d’imposta spetta nella misura del 20 per cento per l’anno 2023 relativamente al costo sostenuto nel limite massimo pari ad un milione di euro, per l’anno 2024 il credito scende al 15 per cento e per l’anno 2025 scende al 10 per cento.

In questo caso il credito d’imposta spetta per gli investimenti effettuati fino al 30 giugno dell’anno successivo a condizione che entro il 31 dicembre dell’anno in corso il relativo ordine risulti accettato dal fornitore e sia avvenuto il pagamento di acconti pari almeno al 20 per cento.

Per l’acquisto dei beni materiali e immateriali tecnologicamente avanzati è necessario produrre una perizia tecnica asseverata da un ingegnere o perito industriale iscritto all’Albo di appartenenza. Può essere prodotto anche un attestato di conformità rilasciato da ente accreditato. Per i beni di costo unitario di acquisizione non superiore a 300 mila euro è sufficiente una dichiarazione resa dal legale rappresentante.

6/03/2023